Parecchie idee le perdo ed è giusto così, un prezzo equo per i demoni del cammino. Qualcuna però forse vale la pena salvarla...
In *loading* per queste vie


Continua la serie di titoli arraffati qua e là e mutuati da Sky, anche se lì non riesco più a vederli per via del malefico formato 16/9. Toccherà cambiare anche il fottuto tv set e giuro che li odio per questo *sigh* tanti anni di onorato servizio e un ingombro esagerato che non credo mi mancherà
Cmq The Black Dahlia ha pregi e difetti: dei secondi il peggiore è che succedono cose che non capisci perché, per dirla un po' alla Palomba. Si incazzano, si picchiano, interrogano gente, scoprono cose, il tutto in una colossale sospensione d'incredulità. Tra i pregi, invece, scene e fotografie - da lacrime - e un bel cast, convincente nonostante tutto: Josh Hartnett e Aaron Eckhart tra i maschietti, Scarlett Johansson e Hilary Swank tra le femminucce, la prima nella cosa migliore che ha fatto da La ragazza dall'orecchino di perla, almeno a mio giudizio. La regia di Brian De Palma è... Quello che ho detto prima più un ritmo eccellente e inquadrature senza una sbavatura. Se non si fosse fatto prendere nel gorgo della narrazione e della ricostruzione probabilmente sarebbe stato un gran film. Così è un bel film. Comunque.
Tutte le donne della mia vita, ovvero chi semina vento raccoglie tempesta. Almeno fino a un certo punto
Luca Zingaretti nei panni di uno chef magistrale e di un tombeur de femmes impenitente ci sta decisamente a suo agio. Bisogna dargli atto di un buon gusto non comune: la collezione di conquiste è piuttosto da mal di testa e va da Rosalinda Celentano a Vanessa Incontrada, passando per Michela Cescon e Jane Alexander, sovente ritratte senza veli con garbo e malizia, come un'altra donna - Simona Izzo - è ben capace di fare. Peccato che sia volubile, anche per una strana storia familiare che la mamma dai molti nomi, Lisa Gastoni, gli racconta verso la fine del film, e se le lasci scappare tutte, restando alla fine con due stelle Michelin, una squadra di collaboratori multietnica e disoccupata e il vuoto pneumatico attorno. Stromboli riuscirà a fare il miracolo, dopo l'ennesima fuga? Non voglio fare lo spoiler e quindi lascio la suspence a chi decidesse di farsi un giro. Belle location, dialoghi spesso divertenti e una regia che trascende spesso i più volte citati limiti del cinema italiano fanno del passatempo della serata qualcosa che vale la pena di consigliare. Leggero e divertente come i palloncini con cui lo chef riesce a portare a tavola una risata.
Lo so, lo so, c'erano in uscita un sacco di film impegnati
Gomorra tra una cosa e l'altra l'ho letto quasi tutto e a parte esulcerarmi un po' di più non è che non sapessi di che parlava. Il divo sono circa trent'anni che è roba vecchia: meno male che qualcuno si affatica a farlo presente alle nuove generazioni e ai decerebrati senza memoria che affollano il paese. Dal canto mio, anche lì ricordo piuttosto bene. E allora... Lasciamo fare alle emozioni, caschiamoci come polli e godiamoci il buon vecchio Indiana. Che non si può dire l'abbia fatto solo per questioni di botteghino: non li fai passare 19 anni tra un episodio e l'altro se punti ai soldi! Dev'essere invece che certi personaggi non li dismetti mai del tutto e continuano a tirarti la giacca, magari discretamente ma rifiutandosi di scomparire.
Stavolta il duo Lucas/Ford è stato all'altezza. Un archeologo invecchiato, la fine degli anni '50, il maccartismo: si parte direttamente con la famigerata Area 51, dove Indy (o Jonesy, a seconda dei casi) capisce subito l'aria che tira, tra un tradimento e l'incontro col nemico di turno. Lo sapete già, la adoro: Cate Blanchett può fare qualsiasi cosa e io sono con lei, perciò va bene il caschetto nero, lo sguardo glaciale e il format stereotipato del cattivo russo! 
D'altronde il primo a essere estremo è proprio lui, il matusa, che in questa versione fumettata anni '50 - fotografia splendida, tra l'altro - ha a che fare con un giovane mix tra Marlon Brando e James Dean che gli riserverà più di una sorpresa, oltre a scorazzarlo per una delle sequenze migliori in giro per una splendida città universitaria ricca di mods, rockers e studentelli per bene
Un Harrison Ford insolitamente espressivo, delle trovate di plot e regia notevoli - la sequenza iniziale, con la transizione dal logo della Paramount alla tana di una marmotta, è stupenda! - un cast a supporto eccellente di cui si raccomanda Karen Allen, anche per il valore simbolico del suo ritorno: un paio d'ore che vanno via con leggerezza e un po' di
nostalgia, che vedere gli eroi che invecchiano fa sempre un certo effetto... Ah già, nella stessa vena ieri sera sono andato avanti con il ripasso del mio agente segreto preferito: Dalla Russia con amore, col quale siamo coetanei, mi sa che finora me l'ero perso. Trama un po' così, scorci di un mondo che non c'è più e a tratti ti riaffiora alla mente, un agente 007 ancora alle prime armi, ma già perfetto come eroe moderno, senza un attimo di esitazione, un sussulto, un'incertezza. Che bei tempi che dovevano essere *sigh & grin*
Roma, raid neonazista al Pigneto
A essere sincero non credevo che sarebbero stati così rapidi a rialzare la testa. Dev'essere che pensano ancora che il nuovo sindaco sia uno squadrista... Mala tempora currunt!
Insomma, tanto per cambiare Enigma e Destino arpeggiano sui miei giorni così da non darmi modo di annoiarmi
Ho appena prenotato i voli per Madrid e da Santiago, perché quest'estate si fa la seconda metà del Cammino - prima coincidenza, l'Istituto di Studi Compostellani è a Perugia nel palazzo del parcheggio della mia facoltà - e ieri sera, all'inaugurazione della nuova Aula Magna di Foligno c'era una mostra fotografica... Due studenti del corso di Protezione Civile dove sono stati in viaggio, facendo splendide foto? Ma a Santiago, che domande!!! E oggi mi telefona un caro amico che mi dice: "Stavo sentendo Rai3 e mi sei venuto in mente! C'è un programma con Odifreddi e Valzania che stanno facendo il Cammino di Santiago e ogni giorno fanno 3/4 d'ora di diretta. E' tutto online!"
Ma che fico! Talmente tanto che ho pensato di segnalarlo in generale, perché come dice Valzania nella prima puntata appena ascoltata, "non sei tu che fai il Cammino, ma è il Cammino che fa te!" Non ricorda tutta una serie di cose sulla cultura soggettiva e il valore del viaggio?
Radio 3 - Il Cammino
Era ferma convinzione di mio padre (e ora la penso esattamente come lui) che la caccia non fosse uno sport. Se gli animali potessero rispondere al fuoco, allora lo sarebbe. È giustificabile soltanto per procacciarsi il cibo, nient'altro. Altrimenti, è soltanto voglia di uccidere per mettere una pietra su ciò che ancora si agita nei nostri animi primitivi.
Joe R. Lansdale, Il mambo degli orsi, Torino, Einaudi, 2004, p. 54.
Un film sul demone. Un altro capitolo che andrebbe aggiunto alla galleria emblematica composta da Hillman in Il codice dell'anima, Edith Piaf. Ossia il canto come vita. Una pulsione irrefrenabile, che ha ragione di tutti gli oltraggi della sorte, che sgorga praticamente perfetta in una bambina figlia di un saltimbanco e che la porta al successo mondiale. E all'autodistruzione. Esistenza breve, segnata da eventi tragici e trionfi e abusi di ogni genere. Una scia di morte e dolore perfettamente compendiata nell'ultimo capolavoro, Rien de rien, su cui il regista Olivier Dahan sceglie di chiudere questa biografia ispirata e poco preoccupata di cronaca ed esaustività. L'ultimo concerto, l'ultima ovazione, l'Olympia.
E Marion Cotillard, Oscar strameritato, è semplicemente superba! Vista recentemente in Un'ottima annata, è un'altra, è la Piaf... Cancella la sua splendida ed eccitante sensualità per diventare il passero introverso e chiuso in un dolore intimo e inevadibile, restituendone la dimensione corporea con cura maniacale. Traducendo su di sé il declino brutale, la malattia, la fine della speranza degli ultimi anni. Una leggenda che, come ogni leggenda che si rispetti, finisce presto, a 48 anni. Dalle stalle alle stelle, con un andirivieni massacrante, elogi e stroncature, Parigi e gli States, dove un'eterea Marlene Dietrich le fa un complimento che da solo vale tutto: lei è l'anima di Parigi, una voce che trascende la semplice esperienza estetica per farsi esperienza di vita, incontro con l'oltre dell'arte e del genio. Film splendido.
Roma a -1, Inter fermato a Siena, crollo del Milan
Certo sarà un caso, ma dopo il repulisti di Moggi e dei suoi illustri compari le cose nel pianeta pallone si sono fatte decisamente più interessanti...
Ragazzo massacrato a Verona
Non c'è che dire, basta dar loro un attimo di tempo e i giovani della nuova destra ti fanno capire immediatamente quanto sono diversi da quelli della vecchia...
FabioDA in Ho la sensazione che...
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